Search:
La Marmolada - Hotel Rifugio Dolomia
20525
post-template-default,single,single-post,postid-20525,single-format-standard,edgt-core-1.0,ajax_leftright,page_not_loaded,,hudson-ver-1.2, vertical_menu_with_scroll,blog_installed,wpb-js-composer js-comp-ver-4.12,vc_responsive

La Marmolada

Gen 15 2016

La Marmolada

Marmolada, la Regina delle Dolomiti

La Marmolada detta appunto anche la Regina delle Dolomiti (Marmolèda in ladino e Marmolata in tedesco) il più alto delle Dolomiti, raggiungendo la quota massima con la Punta Penia (3.348 m).

La Val Pettorina la delimita ad oriente e la Val di Fassa ad occidente, mentre importanti vallate interne alla catena montuosa sono (da est a ovest): la Val Contrin, la Val di Grepa e la Val San Nicolò. A rigore non è composta da dolomia (come le Dolomiti vere e proprie) bensì per lo più da calcari grigi molto compatti derivati da scogliere coralline (calcare della Marmolada), con inserti di materiale vulcanico. Importante è anche la presenza del più grande ghiacciaio delle Dolomiti, il Ghiacciaio della Marmolada.

Marmolada

Al suo interno spicca il massiccio della Marmolada, che presenta una lunga cresta con numerose elevazioni, tra le quali da ovest a est: Gran Vernel (3.205 m), Piccolo Vernèl (3.098 m), Punta Penia (3.348 m s.l.m.), Punta Rocca (3.310 m), Marmolada d’Ombretta (3.230 m), Marmolada di Serauta con Monte Serauta (3.069 m) e Piz Serauta (3.035 m). Sul versante nord del massiccio della Marmolada si estende il ghiacciaio omonimo, il più esteso delle Dolomiti. Mentre a sud, sopra la val Ombretta, si erge l’imponente parete d’argento, seconda solo alla nord ovest del monte Civetta. A sud del massiccio principale si ergono altre importanti cime quali: Cima Ombretta (3.011 m), Sasso Vernale (3.058 m), Sasso di Valfredda (3.009 m), Cima dell’Uomo (3.010 m), e le Cime d’Auta (2.622 m) sopra Falcade.

Alla base del versante nord, alla quota di circa 2.030 metri, è situato il lago Fedaia, lungo circa 2 km. Il lago è sbarrato ad ovest da una diga artificiale in calcestruzzo, dall’altezza massima di 60 metri e con uno sviluppo del coronamento di 620. La diga permette, a partire dal 1956, la produzione di circa 20 MW di energia idroelettrica. Nella parte est del lago i resti di uno sbarramento morenico segnano invece il luogo del preesistente lago naturale, lungo circa 180 metri, che segnava il confine tra il Principato Vescovile di Bressanone (Impero d’Austria) e la Repubblica di Venezia. Dal lago di Fedaia ha origine il torrente Avisio.

Durante la prima guerra mondiale, la Marmolada segnava un tratto del fronte italo-austriaco, e la montagna fu teatro di scontri, come confermano le postazioni ancora visibili sui versanti est e nord.Gi austriaci per difendersi scavarono addirittura un labirinto di gallerie all’interno del ghiacciaio chiamate “La città di ghiaccio” (ora scomparse a causa del naturale movimento della calotta verso valle). Oggi, la Marmolada è meta di sciatori ed alpinisti, e le località circostanti.

La prima salita alla vetta più alta del gruppo, la Punta Penia, risale al 28 settembre 1864. Il primo salitore fu il viennese Paul Grohmann, il pioniere dell’alpinismo dolomitico, con le guide cortinesi Angelo Dimai e Fulgenzio Dimai, lungo l’attuale via normale o “del ghiacciaio”. Due anni prima lo stesso Grohmann con P. Pellegrini aveva raggiunto la Punta di Rocca, di pochi metri più bassa. Entrambe le salite si svolsero lungo il versante settentrionale, occupato dal ghiacciaio, il più esteso delle Dolomiti. Le difficoltà lungo queste vie di salita sono poco più che escursionistiche, anche se l’ambiente in cui si svolgono richiedono sempre e comunque prudenza ed un po’ di esperienza.

Alpinisticamente, il versante più importante è quello meridionale, che precipita con una lunga parete (chiamata “la parete d’argento“) di altezza compresa fra i 600 ed i 1.000 m sulle valli di Ombretta e Contrin. Molte delle numerose vie che la percorrono hanno segnato dei punti fermi nell’evoluzione alpinistica e nella progressione delle difficoltà.

La prima ascensione della Marmolada è del 1862, a Punta Rocca, da parte di Pellegrino Pellegrini con il grande pioniere Paul Grohmann e nel 1864 quest’ultimo con Angelo e Fulgenzio Dimai sale Punta Penia. La parete invece, se si esclude una via indiretta trovata dall’agordino Tomè, fu effettuata nel 1901 dalla cordata guidata da Michele Bettega e Bortolo Zagonel, con la cliente inglese Beatrice Tomasson. Al tempo la via, che sbuca quasi direttamente sulla vetta principale, rappresentava il massimo della difficoltà su roccia. Sebbene oggi si collochi nelle ascensioni di quarto grado, è una via ancora rispettabile ed impegnativa.

La Via ferrata della Marmolada è un classico itinerario che, in estate, consente di raggiungere la vetta senza troppe difficoltà. Raggiungibile comodamente sia dal versante sud dalla val Ombretta (dove come punto d’appoggio si può usufruire del rifugio Onorio Falier), oppure dalla Valle del Contrin (dove sorge l’omonimo rifugio), che dal versante nord (dal lago Fedaia), parte dalla Forcella Marmolada e consente l’ascesa ai 3.342 metri della cima in circa 5 ore. La parete meridionale della Marmolada è una delle più maestose delle Dolomiti. La via normale a Punta Penia parte direttamente da Pian dei Fiacconi, attraversa il ghiacciaio fin sotto una rampa rocciosa che supera (I UIAA) fino alla cresta sommitale. Qualche crepaccio lungo il tratto ghiacciato. La Punta Rocca si raggiunge in pochi minuti dalla funivia e la traversata da questa a Punta Penia è un itinerario con difficoltà di III UIAA e passaggi in roccia molto spesso ghiacciati.

Fonte Wikipedia

 

 

0 Comments
Share Post
Anton
info@fassacom.com
No Comments

Post a Comment

10 + 11 =